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Differenze tra accessibilità e usabilità
Accessibilità e Usabilità: temi simili ma non uguali bensì complementari
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DIFFERENZE TRA L'USABILITÀ E L'ACCESSIBILITÀ

Gli studi sull'accessibilità e sull'usabilità sono molto recenti e questo complica il tentativo di definirle con esattezza. Alcuni in passato addirittura le hanno confuse a causa del loro obiettivo finale comune: rendere i siti ed i loro contenuti navigabili e fruibili per gli utenti.
In realtà le differenze tra l'usabilità e l'accessibilità risiedono nei seguenti aspetti:

- LA METODICA
- IL TARGET FINALE
- LA NATURA DEL PROGETTO WEB
- I TEST

LA METODICA
Gli studi sull'accessibilità, tramite le linee guida del WAI [Apertura Nuova Finestra], forniscono uno strumento di lavoro indispensabile per il progettista, soprattutto in relazione all'aspetto tecnologico del sito e alla compatibilità dei codici dei vari linguaggi di programmazione con i programmi assistivi e di supporto per disabili e con hardware/software non aggiornati.

L'accessibilità fornisce anche delle indicazioni relative alla struttura grafica e alle funzionalità del sito affinché sia facilmente fruibile da parte del maggior numero possibile di utenti (ad esempio mettendo delle voci di menù nella parte bassa dello schermo).

Gli studi sull'usabilità si rivolgono invece ai progettisti per aiutarli a tener conto dei "comportamenti-tipo" durante l'utilizzo di internet da parte dell'utente appartenente al target del progetto.

 

IL TARGET FINALE
L'accessibilità comprende tutte le categorie d'individui: le persone senza deficit fisici o cognitivi, i disabili, i soggetti dotati di scarsi mezzi tecnologici, gli anziani, ecc. L'accessibilità deve fare in modo che il web possa essere fruibile ad un numero altissimo di utenti, tendendo a raggiungere la totalità.

L'usabilità pur avendo gli stessi obiettivi, può differenziarsi dall'accessibilità poiché può essere rivolta ad una specifica nicchia di mercato: il target del progetto.
La soddisfazione degli utenti appartenenti al target potrebbe essere lo scopo finale che si pone l'usabilità e quindi un sito "usabile" potrebbe anche non essere perfettamente accessibile a tutti, focalizzando le energie verso una specifica fascia d'utenza, in una vera e propria azione di marketing.

L'usabilità tende quindi a rivolgersi ad uno specifico target di riferimento, mentre l'accessibilità tende a rivolgersi alla totalità degli utenti.

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NATURA DEL PROGETTO
L'accessibilità tende ad essere applicata a quei siti che si rivolgono ad un'utenza molto vasta: ad esempio i siti governativi, quelli di enti pubblici, di enti privati d'importanza nazionale e mondiale, oppure i siti d'interesse comune (i siti inerenti alla salute, la medicina o la ricerca) o i siti d'informazione culturale e sociale (siti di partiti politici o dell'università).

I siti d'interesse pubblico, oltre ad essere accessibili, dovrebbero essere anche usabili: sarebbe infatti assurdo poter accedere ad essi ed ai loro contenuti senza saper poi come consultarli per problemi d'interfaccia o di navigazione. L'usabilità è infatti citata, assieme all'accessibilità, nella Circolare n. 3 emanata il 13 Marzo 2001 [Apertura Nuova Finestra].

Quando si progettano siti aziendali invece, l'usabilità può essere curata solo in relazione agli utenti appartenenti al target a cui ci si rivolge.

Presto comunque anche in Europa (come sta accadendo negli USA), l'accessibilità e l'usabilità dovranno essere il più possibile applicate a norma di legge anche ai siti del settore privato-commerciale.

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I TEST
Per verificare il livello di accessibilità, si utilizzano appositi programmi chiamati "validatori" automatici: quelli maggiormente usati sono Bobby [Apertura Nuova Finestra] e Lift [Apertura Nuova Finestra].

Lift riporta i possibili errori inerenti all'accessibilità suddividendoli per gradi di importanza in:

- Errori catastrofici (disabilitano l'utente completamente all'uso del sistema)
- Errori maggiori (costringono l'utente a fronteggiare molti impedimenti)
- Errori minori (sono più che altro una seccatura per l'utente ma non sono gravi)
- Errori superficiali (di bassa importanza e non incidenti sulle operazioni dell'utente)

L'altro validatore, Bobby, si occupa soprattutto della compatibilità del codice HTML in relazione alle linee guida del WAI suddividendo gli errori in priorità:

- Errori di priorità 1 (sono quelli che penalizzano seriamente l'accessibilità)
- Errori di priorità 2 (riguardano anch'essi l'accesso al sito, ma hanno un'importanza secondaria)
- Errori di priorità 3 (errori superficiali che non incidono significativamente sulle operazioni dell'utente).

Per verificare invece il grado di usabilità di un sito web, sono fondamentali i test con gli utenti: si analizzerà quindi i loro comportamenti quando si trovano ad interagire con un determinato sito e con le sue funzionalità.

A grandi linee, si può quindi riassumere che l'accessibilità si occupa in modo "oggettivo" della fruibilità dei contenuti web (in relazione soprattutto alla compatibilità tecnica) e mirando ad un pubblico vastissimo; l'usabilità invece può essere studiata in relazione ad un pubblico specifico con un'ottica rivolta al marketing e alla vendita, curando in particolare la navigabilità e l'uso delle funzionalità del sito.

Non è detto che le due discipline debbano per forza coesistere: un sito può essere accessibile ma scarsamente usabile, mentrò essere usabile per un determinato target ma non accessibile a tutti.

Nelle linee guida del WAI (Checkpoint 14.1 [Apertura Nuova Finestra], Priorità 1) si invita il progettista web ad usare un linguaggio più chiaro e più semplice possibile, adatto per il contenuto del sito: la norma è abbastanza chiara nelle "intenzioni", ma non aiuta molto in relazione alle modalità operative per raggiungere quel risultato.

Il progettista (web designer e/o il programmatore del sito) dovrà quindi creare il giusto equilibrio fra accessibilità e usabilità, cercando di ottenere, dove possibile, i massimi risultati da ognuna. Infatti raggiungere la completa applicazione dei principi di usabilità ed accessibilità è un obiettivo molto difficile da raggiungere.

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